lunedì 15 maggio 2017

Il mio 5° posto al Castello, anch'io al grande evento de Le Porte di Pietra.

Volevo vivere Le Porte di Pietra, volevo correre una delle distanze, volevo essere della partita e a distanza di 60 h dall'evento posso dire. Io c'ero!

Non sono un trailer, sono un podista che ama correre in collina, possibilmente in un misto asfalto sterrato e nulla a che vedere con il trail. Cosa significa trail? Se lo si chiede a 5 persone si avranno 5 risposte diverse. Io ve lo dico con una immagine: focalizzatela. Un/a atleta con uno zaino sulle spalle che rimane sulle gambe per molte ore in contesti per lo più montani. Una descrizione semplice, ma nel mio sentire efficace.

Io non voglio nè camminare nè rimanere molte ore sulle gambe! Voglio correre e se lo spirito Bio Correndo è vicino al pensiero Trail, io sono un Podista. Un altro mondo.

Un pomeriggio della settimana scorsa mi ritrovo a chiacchierare con Paolo Zanchi, un Orso e uno della truppa degli organizzatori de Le Porte di Pietra. - Paolo, ma il Castello è corribile -?
"Ma si dai si corre tutta senza problemi". - Allora quasi quasi la corro -.

Sabato nel primo pomeriggio arrivo a Cantalupo e sono un po' teso. 17 km non li corro da molti mesi e se Paolo mi aveva tranquillizzato, altri mi avevano messo in guardia, soprattutto sulla salita iniziale.

Mi sento accolto come un ospite di lusso. Paolo e Fulvio (Massa) mi prendono per mano per farmi vedere cosa siano Le Porte. L'ospedale da campo, i 200 e più uomini e donne sul percorso. Il quartier generale della protezione civile collegata con il suo personale su tutto il campo gara. Sono stordito da quanto vedo. Nel frattempo sento un altro Orso, Mariano Massone che intrattiene il pubblico come speaker. Detta il tempo, annuncia gli arrivi e le prossime mosse. Lo fa con enfasi, qualche iperbole ma senza esagerare. Musica di contorno, atleti vestiti in modo decisamente diverso da come sono abituato a vedere. Arrivano i primi delle Porte di Pietra! 72 km risolti in pochi secondi di distanza. Luca Carrara su Paolo Piano. Il terzo sarà poi Jimmy Pellegrini.

Tutto molto organizzato e pittoresco. Ci sono anch'io e tocca a me! Entro in palestra. Stand, tavolate pronte per la cena, anzi, già sfruttate per la cena del venerdì, la colazione dalle 4 del mattino e il pranzo. Tutto minuziosamente calcolato. Al piano superiore la consegna dei pettorale con le Orse laboriose all'opera.

Ci si riscalda, manca poco. Foto di gruppo con i miei compagni VerdeBio con Antonello e Gianni presenti per esserci vicini. Suona l'inno dei Moicani. Via il Castello di Pietra ha inizio.

La mia gara
Pronti via mi ritrovo una ventina di persone davanti. Il Valborberino Maurizio Campi e anche Paolo nel pregara, si raccomandano. "Parti piano che la gara è lunga". Mi fido. Si cammina praticamente subito. Salita tosta, non si può correre. Si sale e almeno qui mi guardo intorno. Panorama mozzafiato. Si scollina e via un su e giù continuo. Inizio a superare alcuni atleti. In certe salite, inesperienza, non so se camminare o correre. Correre molto piano o camminare? Mi baso su quanto "bruciano" le cosce. A metà gara raggiungo un ragazzo trentino. Filippo. Ci facciamo compagnia per un paio di km. In discesa tiene, alla prima salita impegnativa si stacca. Allora attacco e me ne vado, ma sono solo.

Mi guardo poco in giro, sono in trance agonistica. Molto poco spirito trail, ma voglio provare a guadagnare ancora qualcosa. Corro, salto le pozzanghere e il cuore è sempre in gola che picchia. Fa caldo e inizio ad essere stanco. Un signore che incontro in senso contrario mi dice che sono 5. Quinto?! Possibile? Mi galvanizzo e riprendo a spingere e penso che i tanti fartlek fatti nelle colline del Monferrato mi siano d'aiuto.

Ogni tanto in lontananza vedo un atleta. Ha una canotta bianca ed è pelato. Lo punto, ma caspita è distante!!! Cado tre volte! Capisco che la 3^ caduta è determinata dalla scarsa lucidità. Tiro il freno a mano, per poco. L'atleta non è così lontano. Ultima discesa e incontro Virginia Oliveri che si sta involando a vincere la 72 km. La incito, lei molto rilassata saluta.



Ci siamo! Discesone pazzesco e ho quasi preso il mio punto di riferimento. Ahi si gira, mi vede e apre il gas. Penso sono fottuto, ma se cede di un cm io sono qui. Finisce la discesa e black out. Non riesco più a correre! Mi muovo robotico. Gianni con RuBio e la sua Elena mi incitano e mi fotografano.



Non riesco a rilassarmi dannazione e scoprirò poi Marco Caso è irraggiungibile! Devo correre e chiudere. Vedo LadyBio con Leo. Click foto. Leo che dice:"Babbo ma che faccia hai? Sembra che hai fatto la 72". Abbozzo un non ce la faccio più. Click anche di Renato Salvini (presidente del Running Oltrepo) mi immortala che al momento è la foto del mio profilo whatsapp. Asfalto. Transenne. Musica. Applausi. Mariano mi annuncia, come si usa con il Bio Correndo tra nome e cognome. 5° assoluto - 1h23'38". Soddisfatto.

Mi riprendo, cammino un po'. Chiacchiero. Vengo premiato. Fotografo i premiati delle varie distanze. Bevo birra e continuo le chiacchiere con i compagni di avventura e gli amici piacentini del Raschiani Davide e Alessandro.

Una giornata dalle grandi emozioni, una giornata che rimarrà però un cameo. Sono un Podista, un Podista per un giorno prestato alle strade del Trail.

Lunga vita a Gli Orsi e alle loro Porte di Pietra

Per la cronaca vincono il Castello il giovane Andrea Chavez (Atletica Novese) e Monica Moia (ASD Bognanco), la VBM Stefano Fantuz e Gloria Giudici, Luca Carrara e Virginia Olivieri le mitiche Porte

Sabato 13 maggio Le Porte di Pietra, Cantalupo Ligure (AL), trail km. 71.0/42.0/17.0 (D+ 4000m/2000m/800m),

RISULTATI 17k,
132 classificati

131 classificati

188 classificati 

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7 commenti:

  1. Ho fatto il castello l'anno scorso e nelle tue parole ho rivissuto quelle emozioni che ancora oggi mi accompagnano.
    Sono e rimango un podista che per una volta ha voluto assaggiare il trail e pur non essendo nelle mie corde, mi ha lasciato un ricordo bellissimo dove il divertimento e la fatica giocano, nella stessa intensità, ruoli contrapposti.
    P.s Essendo mio suocero di un paesino sopra Cantalupo, conosceva a menadito il percorso. Ad ogni tappa non sterrata e in prossimità del castello vedere tuo figlio di 8 anni che tifa per te non ha prezzo!

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    1. Direi che abbiamo avuto le stesse sensazioni!

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  2. Corsa in montagna e Trail sono altri sport, che implicano meccanismi biomeccanici molto variegati in uno stesso evento. E' molto diverso dal podismo tradizionale su strada e dall'atletica su pista ;)

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    1. Anche come tattica di gara cambia molto!

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    2. La scorsa estate utilizzai i "nostri" collinari in vista della "Stellina Race" di Susa, 11 km con 2000m D+; Sono belle esperienze e più che altro sfide contro sè stessi e la severità dei profili altimetrici. Gli specialisti della montagna/trail interpretano il loro sport e gli allenamenti in modo molto diverso dall'attuale standard "Garmin ansiogeno", non so se mi spiego! E' una dimensione molto bella in cui praticare, di certo non per tutti, e forse è meglio così. Stare a stretto contatto con la natura, magari dentro ad un bosco, da sensazioni impagabili :)

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  3. Grande Fausto!Racconto bellissimo e divertente! Come hai visto saresti comunque un ottimo trailer! Spero che tu ti sia divertito...ma ti sei divertito? ☺

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    1. Eccomi mi sono divertito! Un po' meno per i postumi muscolari

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